Disturbo ossessivo-compulsivo

Il Disturbo ossessivo- compulsivo, è caratterizzato dalla presenza di ossessioni e/o compulsioni per un tempo significativo della giornata – un’ora o più al giorno – che interferiscono con le attività della vita quotidiana, ossia con il lavoro, la cura della casa e di sé, lo studio.

Le ossessioni sono immagini, impulsi o pensieri ricorrenti e persistenti vissuti come intrusivi, privi di senso e indesiderabili, mentre le compulsioni sono comportamenti o azioni mentali ripetitive che l’individuo si sente in obbligo di dover mettere in pratica in risposta ad un’ossessione o a regole che devono essere applicate rigidamente. I soggetti con disturbo ossessivo-compulsivo, cercano di sopprimere e neutralizzare questi pensieri intrusivi mediante azioni ripetitive (es. lavarsi continuamente le mani, ordinare, pregare) che il soggetto si sente obbligato a dover compiere. Questo tipo di azioni, comportano considerevole perdita di tempo e compromissione del funzionamento sociale e lavorativo. Buona parte della sofferenza di chi soffre di questo disturbo è dovuta al rendersi conto della effettiva esagerazione o anche irrazionalità delle proprie paure e delle proprie azioni, una consapevolezza che innesca un tentativo di contrastare le ossessioni e/o le compulsioni, con effetti che il più delle volte finiscono con l’aggravare i sintomi e quindi il livello di sofferenza.

Il disturbo ossessivo-compulsivo è associato ad una ridotta qualità della vita ed è importante che esso venga trattato dal momento che tende alla cronicizzazione, seppur con un andamento oscillante tra fasi di miglioramento e di peggioramento. Molto raramente è episodico e seguito da una remissione completa dei sintomi.

Molti degli individui che presentano questo disturbo, hanno delle convinzioni disfunzionali. Queste convinzioni possono includere un esagerato senso di responsabilità e la tendenza a sovrastimare la minaccia, perfezionismo e intolleranza all’incertezza e l’inclinazione a fornire un’eccessiva importanza ai pensieri (es. credere che avere un pensiero proibito sia grave tanto quanto tradurlo in agito) e al bisogno di doverli controllare.

A seconda del tipo di ossessioni e compulsioni che si presentano, è possibile individuare alcuni sottotipi principali di disturbo ossessivo compulsivo:

  • da contaminazione: le ossessioni riguardano il rischio di contagio o contaminazione con compulsioni di pulizia e rituali che seguono il contatto con la sostanza temuta finalizzati a neutralizzare appunto la contaminazione.
  • da controllo: le ossessioni e le compulsioni implicano timori ricorrenti e ripetuti controlli, connessi al dubbio di aver di aver fatto un errore, danneggiato qualcuno o qualcosa, dimenticato di fare qualcosa.
  • da ordine e simmetria: contraddistinto da una sostanziale intolleranza al disordine e/o all’asimmetria. Svariati oggetti come fogli, penne, bicchieri nella credenza, piatti, vestiti nell’armadio, libri sulla scrivania, devono essere disposti in maniera simmetrica e ordinata secondo una logica ben precisa e rigorosa. Quando questa disposizione non viene mantenuta, la persona con disturbo ossessivo compulsivo può passare molte ore a sistemare queste cose fino a quando non sente che sono al posto giusto nell’ordine giusto.
  • da superstizione eccessiva: caratterizzato dalla presenza di pensieri superstiziosi eccessivi, ossia la persona collega l’esito di un determinato evento al compimento di certi gesti, oppure al vedere un certo oggetto, sentire un certo rumore. La persona si sente costretta a compiere il rituale necessario ad annullare un certo evento negativo e in più deve ripeterlo per un certo numero di volte, numero che a sua volta può dipendere per esempio dalla data oppure dal giorno della settimana.
  • ossessioni relative a pensieri tabù: la persona vive l’intrusione di pensieri ossessivi relativi a situazioni che sono altamente improbabili, ma decisamente terribili da tollerare. Il contenuto di tali ossessioni spesso può essere di tipo religioso, aggressivo, sociale e/o sessuale. Per fare qualche esempio, alcuni pazienti con questo tipo di disturbo soffrono tantissimo perché ossessionati dal pensiero di poter essere pedofili, oppure di poter far del male alla persona con cui sta dialogando, oppure di poter aggredire o violentare i propri figli.

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